Nella nuova Sala Convegni dell’Archivio di Stato di Torino il 2 aprile u. s. si è tenuta la seconda tavola rotonda – dopo quella di Roma-UPS del 28 gennaio, di presentazione dell’edizione critica dell’Epistolario di don Bosco, curata in 10 volumi da don Francesco Motto (Istituto Storico Salesiano, Fonti, Roma LAS 1992-2024). Per l’occasione sei studiosi di Torino e operanti nella città sabauda hanno presentato le diverse tipologie delle lettere di don Bosco scritte ai Torinesi, ai Piemontesi, agli uomini delle istituzioni civili e religiose della città, a singoli cittadini e cittadine, aristocratici o meno, e soprattutto ai giovani. Ne è risultato un inedito e composito profilo del personaggio don Bosco ed un ampio quadro di storia civile, ecclesiale, sociale, educativa, culturale, economico dell’Ottocento torinese.
Nella serata dello stesso 2 aprile, nel teatro salesiano di Valdocco, ai 230 membri del Capitolo Generale 29 della Congregazione salesiana colà radunati, un gruppo di studenti dell’Università Pontificia Salesiana (UPS) di Roma coordinati dalla dott.ssa Carmen Barbieri delle Edizione LAS ha offerto un apprezzatissimo Reading di alcune di tali lettere. Ha particolarmente commosso l’intera assemblea internazionale l’interpretazione di una pagina del testamento di don Bosco ai salesiani. Lo spettacolo era stato preceduto da una sintesi dell’epistolario proposta da un’ampia intervista registrata al curatore e ad una studiosa di Roma.
Don Motto, nel ringraziare gli attori e i presenti, ha colto l’occasione per sottolineare l’importanza della memoria storica per una congregazione come quella salesiana sparsa nel mondo. Ha concluso con un appello allo studio della storia salesiana citando la recente lettera di papa Francesco sul rinnovamento della storia della chiesa (21 novembre 2024): “Nessuno può conoscere veramente chi è e che cosa intende essere domani senza nutrire il legame che lo connette con le generazioni che lo precedono. E questo vale non solo a livello di vicenda dei singoli, ma anche ad un livello più ampio di comunità”.
