Concluso il Seminario Europeo sulle Missioni Salesiane: narrazione di una spiritualità viva e di un carisma che sa rinnovarsi

(ANS – Roma) – Si è concluso domenica scorsa, 26 ottobre 2025, presso l’Università Pontificia Salesiana, il Seminario Europeo promosso dall’Associazione Cultori di Storia Salesiana (ACSSA) e dall’Istituto Storico Salesiano (ISS), sul tema: “Missioni salesiane nel mondo. Apporto dei SDB e delle FMA d’Europa”. La giornata finale ha visto gli interventi dei Consiglieri Generali per le Missioni dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice sulle missioni oggi, rispettivamente don Jorge Mario Crisafulli e suor Ruth del Pilar Mora, e le considerazioni conclusive del prof. Angelo Giuseppe Dibisceglia.

L’intervento del prof. Dibisceglia ha cercato di rendere omaggio alla vasta mole di elaborati, studi e ricerche condivisi durante i cinque giorni del seminario. In apertura, il professore ha richiamato Papa Francesco e la sua Esortazione Apostolica Gaudete et exsultate per ottenere una chiave interpretativa di tutti i lavori: “Voglia il Cielo che tu possa riconoscere qual è quella parola, quel messaggio di Gesù che Dio desidera dire al mondo con la tua vita” (GE, n° 24) è stata la lente adottata.

Riconoscendo che ogni vita consacrata è, di per sé, un messaggio di Vangelo incarnato, il prof. Dibisceglia ha sottolineato in primo luogo il ruolo centrale della parola come atto relazionale, che diventa efficace solo se capace di trasformarsi in azione. La missione cristiana, e con essa quella salesiana, nasce infatti da un dialogo autentico tra pensiero e operosità, fede e testimonianza concreta. Lo stesso vale per la vita consacrata, la cui storia non è soltanto una successione di eventi, ma la narrazione di una spiritualità viva e di un carisma che sa rinnovarsi per rispondere alle sfide di ogni tempo.

Le relazioni presentate nel seminario hanno evidenziato proprio questo, l’originalità con cui Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice hanno saputo reinterpretare il concetto di “missione” tra XIX e XX secolo. Dalla ricerca dello stesso prof. Dibisceglia sulle missioni cattoliche ottocentesche a quella di don Stanisław Zimniak sugli Atti del Capitolo Superiore sotto il Rettorato di Don Rinaldi, dai dati di don Francesco Motto sui cinquemila missionari inviati tra il 1875 e il 1977 alle analisi di suor Grazia Loparco sulle missionarie FMA fino al Vaticano II, è emerso come le missioni non siano solo statistiche, ma volti, esperienze, coraggio e dedizione.

Accanto alla “macrostoria” dell’evangelizzazione, il seminario ha valorizzato la “microstoria”, ossia la memoria locale e quotidiana delle comunità missionarie, capace di raccontare con forza umana il senso di una vocazione vissuta tra popoli e culture diverse. Sono stati richiamati contributi che hanno spaziato dal Cile alla Gran Bretagna, dal Belgio all’India, mostrando come il carisma salesiano abbia saputo radicarsi in contesti geografici, culturali e politici differenti, sempre con lo stesso spirito di servizio e fiducia nella Provvidenza.

Un’attenzione particolare è stata dedicata anche alle missioni delle Figlie di Maria Ausiliatrice, alla figura di Madre Daghero e alla crescita dell’Istituto fino al governo di Madre Lucotti, così come alle esperienze missionarie femminili in Polonia, Spagna e Slovacchia. Non sono mancati approfondimenti sul ruolo dell’arte, del teatro e del cinema nella diffusione del messaggio missionario, né riflessioni sul valore culturale del patrimonio etnologico conservato nei musei salesiani.

Il Seminario ha infine messo in luce l’attualità della missione salesiana alla luce dell’Esortazione Apostolica Dilexi te di Papa Leone XIV (2025), che invita a lasciarsi evangelizzare dai poveri e a riconoscere la sapienza che Dio comunica attraverso di loro. È questa la prospettiva di una “nuova evangelizzazione” che, come ricordava san Giovanni Paolo II, chiede di “ravvivare il fuoco” missionario nelle “nuove Patagonie” di oggi.

Concludendo, il prof. Dibisceglia ha richiamato le parole di Papa Francesco nell’Evangelii gaudium: ogni epoca ha le sue difficoltà, ma anche le sue opportunità di santità. Studiare la storia delle missioni significa dunque riscoprire il sensus ecclesiae di chi, come Don Bosco e i suoi figli e figlie spirituali, ha scelto di uscire dalle chiese per portare il Vangelo nelle periferie del mondo, trasformando la propria vita in un segno concreto di amore, speranza e gioia cristiana.

Come degna conclusione del Seminario Europeo, in tarda mattinata, don Crisafulli ha presieduto una solenne celebrazione eucaristica, fonte di ogni autentico agire missionario.