ACSSA Polonia – convegno e congresso missionario di Varsavia

Nei giorni 7-8 novembre 2025, a Varsavia, nella Basilica del Sacro Cuore, si è svolto il Congresso Missionario Salesiano Nazionale, organizzato in occasione del giubileo dei centocinquant’anni delle missioni salesiane.
Nel pomeriggio del 7 novembre ha avuto luogo la conferenza scientifica promossa dalla sezione polacca dell’Associazione Cultori di Storia Salesiana (ACSSA), intitolata Inviati per dare speranza.
Il pubblico, composto da studiosi, missionari e missionarie della Famiglia Salesiana, nonché da animatori dei circoli missionari provenienti da diverse case e parrocchie salesiane, ha seguito le presentazioni delle ricerche di storici salesiani e di studiose Figlie di Maria Ausiliatrice (Suore Salesiane), che hanno illustrato vari aspetti della partecipazione dei membri della Famiglia Salesiana all’opera missionaria della Congregazione e della Chiesa.
La conferenza è stata aperta dall’ispettore don Tadeusz Jarecki, dell’Ispettoria di Varsavia.
Don Jarosław Wąsowicz, archivista dell’Ispettoria salesiana di Piła, nonché cappellano del Presidente della Repubblica di Polonia e docente di storia della Chiesa in diverse istituzioni accademiche, ha presentato i giubilei missionari salesiani celebrati in Polonia nel 1925 e nel 1975-76.
Particolare attenzione lo studioso ha riservato al giubileo e Congresso del 1925, che ebbe una risonanza nazionale per la partecipazione attiva di numerosi giovani e sostenitori delle missioni salesiane, oltre che per la presenza di autorevoli rappresentanti della gerarchia ecclesiale e dell’amministrazione politica dell’epoca. Una parte significativa dell’intervento di don Wąsowicz è stata dedicata all’instancabile missionario in Moldova, don Bronisław Chodanionek, patrono dell’anno giubilare delle missioni salesiane in Europa. Lo studioso ha ricordato le difficoltà degli inizi dell’attività di don Chodanionek dopo la seconda guerra mondiale e durante i primi anni dell’occupazione sovietica dei popoli dell’Europa orientale, soprattutto in Moldova. Ha sottolineato la sua solitudine missionaria, lo zelo del salesiano polacco – quasi l’unico sacerdote cattolico della capitale moldava, Chișinău – l’estensione delle sue attività in tutto il Paese e oltre i suoi confini, il suo spirito di sacrificio e le persecuzioni subite da lui e dai cattolici sotto il regime comunista.
Don prof. Tadeusz Lewicki ha presentato, nella sua relazione, l’importanza del teatro salesiano e delle attività culturali nella diffusione delle idee missionarie e nella formazione dei futuri missionari e dei giovani sostenitori delle missioni. Dopo una sintesi sulla varietà dei generi drammatici dedicati ai temi missionari, ha ricordato alcuni autori di teatro salesiano e ha brevemente descritto il repertorio, includendo anche quello dei teatrini presenti nelle istituzioni educative e pastorali in Polonia.
Don prof. Jan Pietrzykowski, nel suo contributo, ha illustrato l’importanza dell’assistenza pastorale ed educativa offerta dai salesiani polacchi agli immigrati in diverse parti del mondo: nei Paesi lontani dalle terre d’origine (soprattutto in vari Stati dell’America Latina), ma anche in quelli più vicini – come Regno Unito, Germania, Francia e Turchia – attraverso il lavoro pastorale organizzato nelle missioni cattoliche.
Dopo l’intervallo – come spesso accade in queste occasioni, ricco di incontri e scambi di opinione – le Figlie di Maria Ausiliatrice hanno offerto ai partecipanti tre contributi, dedicati ad altrettante figure significative della loro presenza missionaria.
Suor dr Bernadeta Lewek, dopo un panorama storico sulle prime missionarie, si è soffermata sulla figura di suor Jadwiga Sikorska, missionaria-infermiera ed esperta in medicina naturale, nonché educatrice di generazioni di medici e infermieri in Brasile, in diverse località dell’Amazzonia. La sua memoria è tuttora viva tra le popolazioni locali, che la chiamavano “Nossa Madre Teresa” (la nostra Madre Teresa), e alla sua figura è stato dedicato un ospedale. Suor Jadwiga Pastuszczak, missionaria nei Paesi dell’ex impero sovietico, ha illustrato la nascita e lo sviluppo della presenza delle Suore Salesiane in quel contesto post-comunista, caratterizzato da povertà materiale, spirituale e religiosa. Sebbene i trent’anni di attività (1991-2021) possano sembrare pochi, l’opera svolta dalle missionarie si rivela di grande aiuto per le popolazioni e in piena continuità con il glorioso passato dell’istituto.
Infine, suor Grażyna Sikora, in una relazione piena di passione, ha presentato l’ultima santa della Famiglia Salesiana, suor Maria Troncatti, missionaria e messaggera di pace e riconciliazione tra le popolazioni indigene e i coloni in Ecuador.
La conferenza – un vero e proprio mini-convegno – si è conclusa con una breve preghiera per le missioni e con la tradizionale fotografia di gruppo commemorativa.

A cura di don prof. Tadeusz Lewicki